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ArtistaItaliannato1934–morto1998

Mario Schifano

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Mario Schifano nacque a Homs, Libia, nel 1934, trasferendosi a Roma dopo la Seconda Guerra Mondiale, dove crebbe in un ambiente plasmato dal lavoro del padre come archeologo e restauratore di ceramiche. Non frequentò mai una scuola d'arte formale. Invece, assorbì le superfici e le texture delle strade di Roma – i suoi cartelloni pubblicitari, l'intonaco sgretolato e la segnaletica a stencil – e iniziò a dipingere alla fine degli anni '50 con un'urgenza che attirò immediatamente l'attenzione della critica.

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La sua svolta avvenne con la serie dei Monocromi iniziata intorno al 1960, grandi tele rivestite di smalto industriale su carta da imballaggio incollata al supporto. Non erano superfici vuote o meditative alla maniera di Yves Klein; possedevano una tensione materiale, la carta si incurvava sotto la pittura, i bordi suggerivano frammentazione. Schifano espose le opere alla Galleria La Salita di Roma e vinse il Premio Lissone nel 1961 per giovani pittori contemporanei. L'anno seguente fu incluso nella mostra New Realists alla Sidney Janis Gallery di New York, esponendo accanto ad Andy Warhol e Roy Lichtenstein.

Ciò che seguì fu un ciclo irrequieto di serie piuttosto che uno stile unico e consolidato. I Paesaggi anemici della metà degli anni '60 trasformarono il tessuto urbano degradato di Roma in qualcosa tra la pittura e il documento fotografico. La serie Futurismo rivisitato (1966) rielaborò l'immaginario futurista italiano attraverso una lente Pop, trattando l'avanguardia storica come materiale visivo grezzo piuttosto che come una discendenza da continuare. Lavorò con il Perspex colorato, incorporò immagini televisive e fece i primi esperimenti con il video come mezzo artistico. Schifano fu anche fotografato accanto ad Andy Warhol e si muoveva con facilità nei circoli artistici internazionali, sebbene il suo rapporto con la Pop Art americana fosse più parallelo che derivativo – radicato nella specifica cultura visiva di Roma piuttosto che di New York.

La sua vita personale fu caotica, segnata da una dipendenza da droghe a lungo termine che portò a periodiche difficoltà legali e all'attenzione pubblica. Continuò a lavorare prolificamente nondimeno, e al momento della sua morte a Roma nel gennaio 1998, aveva prodotto un'enorme mole di opere tra pittura, opere su carta e media basati sul tempo. Retrospettive e rivalutazioni critiche sono continuate; una grande retrospettiva si è tenuta al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e il suo lavoro è conservato nelle collezioni del MoMA di New York e del Centre Pompidou di Parigi.

Sul mercato delle aste, il record di Schifano si attesta a 2,3 milioni di dollari per Tempo Moderno (1962), venduto da Sotheby's Parigi nel 2022. All'interno del database Auctionist, 25 opere sono apparse a suo nome, principalmente stampe e incisioni (17 opere) accanto a dipinti (5 opere). I risultati più forti sono venuti da specialisti italiani: Pandolfini Casa d'Aste conta 15 opere e Wannenes Art Auctions 8. I prezzi massimi registrati sulla piattaforma includono 40.000 euro per l'opera smalto su carta Solare e 37.650 euro per Composizione azzurra.

Movimenti

Pop ArtArte PoveraItalian Neo-Avant-Garde

Mezzi

PaintingEnamel on canvasWorks on paperPrintmakingVideo

Opere notevoli

Tempo Moderno1962Enamel on canvas
Monocromi1960Industrial enamel on wrapping paper on canvas
Paesaggi anemici1965Mixed media
Futurismo rivisitato1966Mixed media
SolareEnamel on paper applied on canvas

Premi

Premio Lissone1961

Oggetti recenti

Categorie principali

Case d'asta