
DesignerItalian
Mario Bellini
5 oggetti attivi
Mario Bellini è nato a Milano il 1° febbraio 1935 e si è laureato al Politecnico di Milano nel 1959. Ha iniziato la sua vita professionale in un momento in cui l'industria italiana reclutava attivamente designer che potessero plasmare gli oggetti di una società in rapida modernizzazione e dal 1963 ha lavorato come consulente di design industriale per Olivetti, l'azienda di macchine da scrivere e computer con sede a Ivrea.
Il suo contributo alla Programma 101 di Olivetti, uscita nel 1965, lo ha posto al centro di uno degli oggetti di design più significativi del XX secolo. La Programma 101 è ampiamente considerata il primo computer desktop disponibile in commercio, e l'involucro di Bellini ha conferito una forma futuristica ma utilizzabile a un'ingegneria che non aveva veri precedenti. Il lavoro ha stabilito la sua reputazione nel trovare il giusto linguaggio esterno per complessi sistemi interni.
L'arredamento è diventato l'arena in cui tale abilità ha prodotto i suoi risultati più duraturi. Il sistema di sedute Amanta per C&B Italia, progettato nel 1966, è stato tra i primi veri concetti imbottiti modulari: blocchi di schiuma indipendenti che potevano essere combinati e riconfigurati senza vincoli. Sei anni dopo arrivarono Le Bambole per lo stesso produttore, allora rinominato B&B Italia. Il nome significa bambole in italiano, e il pezzo se lo è guadagnato, essendo una forma interamente morbida in cui la schiuma di poliuretano di varie densità sostituiva il tradizionale telaio rigido. Un rivestimento in tessuto di telone per camion, cucito lungo nervature strutturali, teneva insieme il pezzo contribuendo alla sua qualità tattile, quasi corporea. Le Bambole vinsero il Compasso d'Oro nel 1979 e rimangono uno degli oggetti distintivi del design italiano degli anni '70.
La sedia Cab per Cassina, progettata nel 1977, ha affrontato il problema dalla direzione opposta. Dove Le Bambole dissolveva il telaio, Cab lo manteneva e lasciava che la pelle facesse tutto il resto. Sedici pannelli di cuoio da sella cuciti a mano si chiudono con cerniera attorno a un'armatura in acciaio, agendo contemporaneamente come rivestimento, imbottitura e pelle strutturale. La costruzione è tanto semplice da descrivere quanto difficile da realizzare, e ne sono state vendute oltre 400.000 copie.
Dal 1968 al 1991 Bellini ha curato Domus, il mensile di architettura e design con sede a Milano, dandogli una piattaforma per plasmare conversazioni più ampie sulla disciplina. Nel 1987, il Museum of Modern Art di New York ha ospitato una retrospettiva interamente dedicata al suo lavoro, la prima mostra di questo tipo che il museo avesse mai organizzato per un designer vivente. Venticinque dei suoi pezzi sono conservati nella collezione permanente del MoMA. Il Compasso d'Oro gli è stato assegnato otto volte.
Dagli anni '80 in poi, Bellini si è concentrato sempre più sull'architettura su larga scala: il Nuovo Centro Congressi di Milano, il Toyota Municipal Museum of Art in Giappone, un'espansione della National Gallery of Victoria a Melbourne e il Dipartimento di Arte Islamica al Louvre di Parigi, completato nel 2012.
All'asta, i mobili di Bellini suscitano un interesse costante presso le case d'asta europee. Il divano Le Bambole ha raggiunto 21.448 EUR da Pandolfini, mentre le poltrone Cab 414 e le configurazioni Amanta di C&B Italia compaiono regolarmente da SAV Köln e Amburgo. Gli esemplari di produzione iniziale della fine degli anni '60 e i pezzi Le Bambole della prima edizione attirano i risultati più forti, in particolare quando conservano il rivestimento originale.