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Lladro
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Tre fratelli di una famiglia di agricoltori di Almàssera, un piccolo villaggio vicino a Valencia, impararono da soli a lavorare la porcellana in un forno in stile moresco che costruirono dietro casa. Juan, José e Vicente Lladró erano stati iscritti dalla madre Rosa alla Scuola di Arti e Mestieri di San Carlos a Valencia, dove avevano fatto apprendistato presso la Fabbrica di Piastrelle Valenciana. Ma fu in quel forno nel cortile, a partire dal 1953, che iniziarono a sperimentare con piatti, vasi e statuette in ceramica ispirate alle grandi manifatture europee di Meissen, Sèvres e Capodimonte. Nel 1956 avevano rivolto la loro attenzione alle statuette scolpite che li avrebbero resi famosi.
Ciò che distingueva Lladró tecnicamente era un metodo di cottura unica che i fratelli svilupparono per sostituire il tradizionale processo di tripla cottura utilizzato dalle case di porcellana europee. Questa innovazione fu più di una scorciatoia produttiva. La cottura unica produceva le tonalità pastello morbide e luminose che divennero la firma visiva di Lladró, una qualità descritta dai collezionisti come il caratteristico "splendore" del marchio. I fratelli svilupparono anche tecniche di smaltatura proprietarie che permettevano alle figure completate di uscire da un unico passaggio nel forno, conferendo ai loro pezzi una finitura impeccabile difficile da replicare. Questi progressi furono guidati tanto dalla necessità pratica quanto dall'ambizione: lavorando con risorse limitate nella Spagna del dopoguerra, i fratelli Lladró dovettero innovare semplicemente per competere con case di porcellana secolari.
Il laboratorio di Almàssera crebbe rapidamente. Nel 1958 i fratelli si trasferirono in locali più grandi a Tavernes Blanques, un sobborgo di Valencia, e nel 1965 entrarono nel mercato americano. Il 13 ottobre 1969 il Ministro dell'Industria spagnolo inaugurò la "Città della Porcellana" a Tavernes Blanques, un vasto complesso produttivo che al suo apice impiegava oltre 2.000 persone e ospitava laboratori, un museo e spazi commerciali. La fabbrica divenne una destinazione a sé stante, attirando visitatori per osservare gli artigiani dipingere a mano e assemblare statuette attraverso processi che coinvolgevano fino a 300 passaggi individuali per pezzo. Nel 1968 la famiglia lanciò NAO, un marchio sussidiario che offriva statuette in porcellana a prezzi più accessibili, realizzate nella stessa struttura, con design più semplici e meno strati di colore, ma mantenendo gli standard di qualità di Lladró.
Le statuette Lladró raffigurano un mondo di ballerini, animali, scene religiose, bambini e momenti domestici resi in uno stile distintamente morbido e sentimentale. La palette si muove sui toni pastello, azzurro polvere, rosa cipria, grigio tortora, avorio, e la modellazione predilige forme allungate e delicatamente stilizzate. Le edizioni limitate e i pezzi ritirati costituiscono la spina dorsale del mercato dei collezionisti Lladró, dove la scarsità guida il valore. Le prime statuette fatte a mano comandano prezzi più alti rispetto ai pezzi di produzione successiva, e gli articoli in perfette condizioni con imballaggio originale ottengono i risultati più forti.
Nel circuito delle aste, le statuette Lladró compaiono regolarmente presso case d'asta europee e nordiche. Su Auctionist, emergono più frequentemente presso Bishop & Miller, Helsingborgs Auktionskammare e nella rete Auctionet, categorizzate prevalentemente sotto Ceramiche e Porcellane. I prezzi alle aste nordiche variano tipicamente da qualche centinaio a diverse migliaia di corone, con elaborati gruppi figurativi ed edizioni limitate che raggiungono i livelli più alti. Una statuetta natalizia con slitta e renne detiene il risultato più alto registrato nel nostro indice a poco più di 10.000 SEK, mentre gruppi più grandi di orchestre jazz e composizioni con più figure attirano costantemente offerte solide da parte dei collezionisti di porcellane.