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Lars Matson
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Lars Matson nacque il 29 luglio 1933 a Rankbäcken, un piccolo insediamento fuori Sorsele nell'entroterra del Västerbotten, nel nord della Svezia. Crebbe in un paesaggio plasmato dalla foresta, dagli inverni rigidi e dalla lenta scomparsa di uno stile di vita incentrato sul disboscamento trainato da cavalli, sull'agricoltura su piccola scala e sulla cultura Sámi. Un infortunio al braccio destro subito nella prima infanzia lo lasciò con una disabilità permanente, una circostanza che rese la sua successiva dedizione alla pittura a olio ancora più sorprendente.
Dopo aver lasciato il nord, studiò alla Valands Konstskola di Göteborg, una delle scuole d'arte più rigorose della Svezia, dove ricevette una formazione formale in pittura e disegno. Tornò poi a Sorsele anziché rimanere in una grande città, una scelta che avrebbe definito sia il soggetto che la ricezione della sua opera. Allestì uno studio nelle vecchie celle della stazione di polizia locale, uno spazio che gli offrì sia isolamento che quel tipo di vicinanza alla vita locale che alimentava i suoi quadri.
Il Norrland che dipinse non era pittoresco o nostalgico nel senso convenzionale. Le sue tele mostravano cavalli pesanti che si sforzavano nella neve, boscaioli al lavoro, figure Sámi in un paesaggio in rapida trasformazione e la vita tranquilla di una cittadina dell'entroterra settentrionale. Il soggetto che il pubblico ricordava più facilmente era il cavallo da lavoro nella foresta: l'animale reso con un'immediatezza fisica che rendeva visibile sia la sua potenza che la sua sostituibilità in un'economia in via di meccanizzazione. Non si trattava di ritratti equestri romantici, ma di resoconti onesti di un animale al lavoro in un mondo che lo stava sostituendo.
La sua svolta avvenne a Stoccolma nel 1962, quando una mostra attirò un circolo di visitatori inaspettatamente ampio, tra cui cantanti d'opera, attori, artisti affermati e figure del mondo degli affari. I giornalisti Lars Widding e Fredrik Burgman scrissero della mostra su Expressen, portando l'attenzione della stampa nazionale su un pittore che aveva lavorato in notevole oscurità in una piccola città del Norrland. La mostra di Stoccolma del 1965, "Modern konst i hemmiljö", consolidò ulteriormente la sua reputazione.
La portata dei suoi collezionisti si estese ben oltre la Svezia. Opere entrarono in collezioni negli Stati Uniti, tra cui un disegno a carboncino di proprietà di un direttore IBM nel Connecticut e un dipinto a olio acquisito da un collezionista a Minneapolis. La Fondazione Nobel di Stoccolma conserva due dipinti, "Skenande häst" e "Lekande hästar", che danno una misura della serietà istituzionale con cui il suo lavoro era considerato. Seguirono commissioni pubbliche per Centralskolan Sorsele, Medborgarhuset Lycksele, SE-banken e Hotel Lappland a Lycksele.
Negli ultimi anni della sua vita, si rivolse ai paesaggi urbani, un allontanamento dalla foresta e dai soggetti d'interni che gli avevano dato fama. Questo corpus di opere formò la base di una grande mostra itinerante che si aprì al Västerbottens Museum dieci anni dopo la sua morte nel 1994, insieme a una retrospettiva supportata dalla sua famiglia.
La presenza di Matson alle aste è concentrata quasi interamente presso Norrlands Auktionsverk, che rappresenta 52 dei suoi 64 lotti registrati, una distribuzione che riflette precisamente la fedeltà regionale che il suo lavoro comanda. I prezzi riflettono un artista il cui mercato è locale e devoto piuttosto che scambiato a livello internazionale: il suo miglior risultato è di 1.111 SEK per "Ekipage i nysnö", un soggetto invernale con cavallo e slitta che rientra perfettamente nella sua vena più riconoscibile.