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Kjell Hobjer
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I volti ti guardano. Sbilenche, serie, a volte ironiche – le figure nei dipinti di Kjell Hobjer hanno un'insistenza, come se avessero qualcosa da dire e stessero aspettando pazientemente che tu ascoltassi. Hobjer chiamava il suo genere 'gubbism', una parola difficile da tradurre ma che porta il senso svedese di uomini piccoli e ordinari e il mondo che abitano. L'etichetta rimase, così come il lavoro.
Hobjer nacque il 18 novembre 1951 a Överluleå, nel nord della Svezia, anche se fu a Ronneby, Blekinge, dove trascorse la maggior parte della sua vita e divenne una figura centrale nel panorama culturale locale. Sviluppò il suo approccio distintivo fin dai suoi primi schizzi alla fine degli anni '60, affinando gradualmente un modo di dipingere che era simultaneamente naivista e profondamente personale – figure costruite da forme semplificate, volti resi con diretta espressività, composizioni che sembrano più vicine all'esperienza vissuta che alla tradizione accademica.
Il suo mezzo principale era l'olio su tavola, un formato pratico che si adattava alla sua produzione prolifica. Nel corso di oltre cinque decenni produsse un'enorme mole di lavoro, gran parte della quale creata nel suo studio e distribuita ampiamente – a volte letteralmente, poiché era noto per viaggiare in treno e consegnare dipinti direttamente alle persone che incontrava. Questo approccio diretto e poco appariscente alla distribuzione dell'arte corrispondeva allo spirito dell'opera stessa.
Hobjer era rappresentato nella collezione del Blekinge Museum, il museo regionale più vicino alla sua casa a Ronneby, e mantenne una presenza pubblica attraverso la sua scultura oltre che la pittura. La sua grande statua in bronzo 'Gubbkvinna' si trova a Brunnsparken a Ronneby, un elemento permanente nello spazio pubblico della città che traduce il suo linguaggio pittorico in tre dimensioni.
Nel 2009 ricevette il premio per la cultura del Comune di Ronneby, citato per 'un lavoro artistico versatile e vitale, caratterizzato da curiosità e attenzione con elementi di umorismo e provocazione', pur mantenendo un'espressione personale che continuò a svilupparsi nel corso della sua carriera. Un film documentario, 'Hobjer - Vet ni varför jag är som jag är?', fu proiettato al Blekinge Museum e offrì un ritratto dell'artista alle sue condizioni.
Hobjer morì il 22 marzo 2025, dopo un periodo di malattia, all'età di 73 anni. Fu descritto dalla stampa svedese come 'gubbismens fader' – il padre del gubbism – un titolo che catturava sia la sua originalità che il suo posto nella vita culturale svedese regionale. Su Auctionist, il suo lavoro appare principalmente attraverso case d'asta nel sud della Svezia, tra cui Ekenbergs e Auktionshuset Kolonn, con pezzi tipicamente offerti come dipinti ad olio su tavola e pannello. I prezzi d'asta sono variati da poche centinaia a diverse migliaia di SEK, riflettendo il suo status di pittore apprezzato a livello locale e collezionato a livello regionale.