
ArtistaDanish-Norwegiannato1787–morto1870
Johannes Flintoe
0 oggetti attivi
Johannes Flintoe nacque a Copenaghen nel 1786 o 1787 in una famiglia di origine norvegese — il nome era originariamente 'Flinthoug' — le cui radici affondavano a Hurum sulla sponda occidentale dell'Oslofjord. Suo padre era un fonditore di metalli. A tredici anni fu apprendista del pittore decorativo Peder Faxoe, che in seguito divenne suo padre adottivo. Nel 1802 Flintoe entrò alla Reale Accademia Danese di Belle Arti di Copenaghen, completando il programma nel 1805 e integrando la sua formazione accademica con lezioni private di pittura decorativa e teatrale.
La sua formazione fu interrotta dalle Guerre Napoleoniche: dal 1807 al 1808 prestò servizio militare, contraendo un reumatismo che lo afflisse per il resto della vita. Nel 1811 ricevette il titolo di maestro pittore nella corporazione di Copenaghen e si trasferì a Christiania (l'odierna Oslo), raggiungendo suo fratello Jacob, che si era stabilito lì come maestro muratore. Il trasferimento si rivelò decisivo. Flintoe trascorse quattro decenni in Norvegia, e il paesaggio norvegese, la sua luce e la sua gente divennero i soggetti centrali della sua arte.
Dal 1819 al 1851 insegnò alla Tegneskolen, la Scuola di Disegno di Christiania, dove tra i suoi allievi figuravano Hans Gude e Johan Frederik Eckersberg — pittori che avrebbero definito l'epoca d'oro del Nazionalismo Romantico Norvegese. Come insegnante, Flintoe ebbe una posizione formativa nell'arte norvegese proprio nel momento in cui la questione di un'identità visiva distintamente norvegese veniva attivamente costruita.
Flintoe viaggiò ampiamente in tutto il paese, visitando Telemark, Hardanger, Hallingdal, Trøndelag e i fiordi occidentali. Dipinse paesaggi di stretta fedeltà osservativa accanto a studi dettagliati di costumi popolari regionali che rimangono fonti primarie per la storia culturale delle tradizioni norvegesi del bunad. Nei primi anni '20 dell'Ottocento accompagnò il geologo Baltazar Mathias Keilhau in una spedizione nel massiccio del Jotunheimen, producendo alcune delle prime rappresentazioni artistiche di quella catena montuosa. È ampiamente riconosciuto come il primo artista moderno a trattare le montagne norvegesi come soggetto primario piuttosto che come sfondo.
La sua commissione pubblica più visibile è il 'Fugleværelset' (Stanza degli Uccelli) al Palazzo Reale di Oslo, completato nel 1843. Attraverso snelle colonne intrecciate con luppoli, le pareti dipinte creano l'illusione di guardare da un padiglione aperto su un panorama norvegese: Gaustatoppen, Vøringsfossen, Filefjell, Myrhorn, Kringen e altri siti emblematici. La stanza è un'incarnazione dell'ideologia del Romanticismo Nazionale resa permanente nella decorazione architettonica.
Nel 1851 Flintoe tornò a Copenaghen, vivendo di una pensione statale. I suoi ultimi anni furono segnati da un peggioramento della salute; dal 1866 ebbe bisogno di assistenza infermieristica. Morì a Copenaghen il 27 gennaio 1870. Il Nasjonalmuseet di Oslo conserva oltre 319 opere a lui attribuite, tra cui 'Vista del Jotunheimen' (1837) e 'Vista dalla tenuta di Peckel a Pilestredet, Oslo' (circa 1832). I suoi risultati d'asta in Norvegia riflettono un interesse istituzionale e collezionistico sostenuto, con opere importanti che raggiungono 150.000-220.000 NOK da Grev Wedels Plass Auksjoner.