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Isao Hosoe

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Isao Hosoe arrivò a Milano nel 1967 con una laurea magistrale in ingegneria aerospaziale dalla Nihon University di Tokyo, con una tesi sugli aeromobili a propulsione umana. La precisione tecnica di quel background non lo abbandonò mai; anzi, si scontrò produttivamente con l'energia creativa del design italiano in uno dei suoi momenti più fertili. Entrò nello studio di Alberto Rosselli e Gio Ponti, due pilastri del design italiano del dopoguerra, e nel giro di tre anni aveva co-progettato l'autobus a lunga percorrenza Meteor con Rosselli, vincendo il Compasso d'Oro nel 1970. Fu l'inizio di una lunga relazione con la comunità di design più esigente d'Italia.

Il suo primo prodotto a ottenere un'ampia attenzione fu la lampada Hebi per Valenti Luce, anch'essa del 1970. Nominata come la parola giapponese per serpente, era costruita con tubi flessibili in acciaio rivestiti in PVC ondulato, e la sua caratteristica distintiva era strutturale: arrotolando il tubo, la lampada poteva sostenersi senza alcuna base. Lo scoprì giocando, trascorrendo un pomeriggio nell'officina Valenti con gli operai, piegando il tubo finché non trovò il suo equilibrio. Cinquemila unità vendute nel primo mese. La lampada entrò nelle collezioni permanenti del MoMA di New York, del Brooklyn Museum, del Victoria and Albert Museum di Londra e del Centre Georges Pompidou di Parigi. La Biennale di Lubiana per il Design Industriale le conferì una medaglia d'oro nel 1973.

Nel 1985, Hosoe fondò il suo studio milanese, Isao Hosoe Design, che divenne un prolifico laboratorio di ergonomia, mobilità e interazione con il prodotto. Nei tre decenni successivi lavorò con aziende tra cui Cassina, Fiat, Iveco, Philips, Piaggio, Steelcase, Zanussi, Fujitsu, Mitsubishi e Tiffany, in categorie che spaziavano dall'arredamento per ufficio e trasporti alle telecomunicazioni e al design di mostre. Ricoprì cattedre presso il Politecnico di Milano e la Sapienza Università di Roma e insegnò alla Domus Academy, al RISD di Providence, all'Elisava di Barcellona e a Les Ateliers di Parigi, tra gli altri. I suoi studenti e collaboratori lo conoscevano come il "Trickster" del design italiano, un titolo che l'ADI Design Museum di Milano adottò per una mostra retrospettiva dopo la sua morte.

Uno dei suoi design commercialmente più duraturi fu la lampada Heron per il produttore norvegese Luxo, prodotta per la prima volta nel 1994. La sua caratteristica distintiva è un meccanismo a pantografo che mantiene il riflettore parallelo alla superficie della scrivania indipendentemente dalla posizione del braccio, una soluzione ingegneristica derivata direttamente dalla sua formazione in dinamica e comportamento strutturale. Costruita in nylon rinforzato con fibra di vetro con un riflettore in alluminio, divenne un elemento fondamentale dell'ufficio attento al design degli anni '90.

Sulla piattaforma Auctionist, Hosoe compare in 13 lotti, tutti di illuminazione. La Heron per Luxo domina, apparendo presso Höganäs Auktionsverk, Helsingborgs Auktionskammare, Halmstads Auktionskammare e Palsgaard Kunstauktioner. Anche la sua prima lampada Hebi per Valenti compare, con una coppia venduta per 1.432 SEK. I livelli di prezzo sono modesti per gli standard del design da collezione, ma l'ampiezza dell'attività delle aste scandinave riflette quanto ampiamente la Luxo Heron fosse distribuita nei mercati nordici negli anni '90.

Movimenti

Italian DesignPostmodern DesignErgonomic DesignSpace Age Design

Mezzi

Product DesignLighting DesignFurniture DesignTransportation Design

Opere notevoli

Hebi1970Table lamp, flexible steel tubing and PVC
Meteor1970Long-distance coach, with Alberto Rosselli
Heron1994Desk lamp, fiberglass-reinforced nylon and aluminium

Premi

Compasso d'Oro (with Alberto Rosselli, for the Meteor coach)1970
Gold Medal, Ljubljana Biennale for Industrial Design (for Hebi lamp)1973
Gold Medal, Triennale di Milano
Red Dot Design Award
iF Design Award
Good Design Award, Japan Industrial Design Promotion Organization

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