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ArtistaSwedish

Ingrid Atterberg

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Ingrid Atterberg crebbe a Göteborg dopo essere nata a Härnösand nel 1920, figlia di un tecnico della Kungliga Telegrafverket. Il suo percorso nell'artigianato fu metodico: si formò alla Slöjdföreningens skola di Göteborg dal 1940 al 1942, conseguendo un certificato di maestro tornitore e acquisendo una profonda conoscenza della chimica delle smaltature e della tecnica dei forni. Quella combinazione di abilità manuale e scienza dei materiali avrebbe definito la sua pratica per decenni.

Nel 1944 entrò a far parte di Upsala-Ekeby, una grande fabbrica di ceramiche industriale a nord di Uppsala, dove rimase fino al 1963. Durante quel ventennio divenne una delle tre designer centrali della fabbrica e produsse oltre cento serie nominate. La serie Spiral del 1949 introdusse il suo vocabolario di silhouette organiche con un sobrio ornamento a spirale in tenui pastelli. Due anni dopo, la serie Grafika si spinse in una direzione grafica, contrapponendo motivi geometrici in bianco e nero dai bordi netti a forme curve in terracotta. La serie Negro del 1953 sfruttò un impasto argilloso arricchito di manganese da lei stessa sviluppato, che in cottura dava un fondo scuro, quasi nero, su cui la decorazione bianca incisa risaltava nettamente. Verso la fine degli anni '50 si spinse ancora più avanti con la serie Chamotte, pressando argilla cotta grossolanamente frantumata su superfici di gres per ottenere un contrasto grezzo e tattile che anticipava l'estetica ruvida e liscia centrale del design nordico del decennio successivo.

I suoi contributi si estesero oltre la forma. Introdusse l'ossido di manganese nell'argilla rossa standard della fabbrica per approfondire il colore in cottura, una modifica che alterò la produzione su più linee. Atterberg padroneggiò anche le proprie ricette di smaltatura, sviluppando effetti craquelé che avrebbe poi utilizzato ampiamente nel suo studio indipendente. Nel 1954 ricevette una medaglia d'oro alla Triennale di Milano, e il suo lavoro fu acquisito dal Nationalmuseum di Stoccolma e dal Victoria and Albert Museum di Londra, oltre che da altre collezioni istituzionali.

Quando lasciò Upsala-Ekeby nel 1963, disillusa dalla direzione commerciale della fabbrica, si dedicò al lavoro freelance e al proprio studio vicino a Ludvika. Lì si concentrò quasi interamente su vasi torniti a mano smaltati in profondi rossi, arancioni e viola, allontanandosi dall'ornamento inciso e lasciando che il movimento della smaltatura portasse il peso espressivo. Espose in Svezia e all'estero fino alla metà degli anni '90 e completò diverse commissioni pubbliche. Morì nel 2008 ed è sepolta al Gamla kyrkogården di Ludvika.

Alle aste, le opere di Atterberg compaiono più spesso nelle case d'asta regionali svedesi. Formstad rappresenta la quota maggiore dei circa novanta lotti che sono arrivati sul mercato, con anche vendite specializzate a tema Upsala-Ekeby che contribuiscono. I prezzi sono modesti per gli standard internazionali, il miglior risultato registrato si attesta a 1.000 SEK, riflettendo il fatto che la sua produzione era su scala industriale, rendendo i singoli pezzi ampiamente disponibili. I lotti più ricercati provengono tipicamente dalle serie Chamotte, Negro e Grafika, dove l'innovazione materiale è più visibile. Per i collezionisti che operano a prezzi accessibili, Atterberg rappresenta uno dei corpi più coerenti di ceramiche industriali svedesi del dopoguerra ancora disponibili tramite asta.

Movimenti

Scandinavian ModernSwedish Grace

Mezzi

CeramicsStonewareEarthenware

Opere notevoli

Spiral series1949Earthenware
Grafika series1951Earthenware
Negro series1953Stoneware with manganese clay
Chamotte series1957Stoneware with chamotte

Premi

Gold Medal, Milan Triennale1954

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Case d'asta