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ArtistaNorwegiannato1869–morto1943

Gustav Vigeland

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Gustav Vigeland nacque Adolf Gustav Thorsen l'11 aprile 1869 a Mandal, sulla costa meridionale della Norvegia, figlio di un ebanista. A quindici anni fu apprendista di un intagliatore del legno a Kristiania (Oslo) e, dopo un periodo trascorso di nuovo a Mandal, tornò nella capitale nel 1888 con la chiara ambizione di diventare uno scultore. Attirò l'attenzione dello scultore affermato Brynjulf Bergslien, che gli fornì sia una guida pratica che un supporto morale durante questi anni formativi. La prima opera esposta di Vigeland, "Agar e Ismaele", apparve nel 1889 e segnalò immediatamente un artista attratto dal pieno dramma dell'emozione umana e del corpo in extremis.

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Tra il 1891 e il 1896 Vigeland fece diversi lunghi viaggi in Europa. A Parigi lavorò a stretto contatto con Auguste Rodin, la cui esplorazione della texture superficiale e dell'intensità psicologica lasciò un'impressione duratura. Soggiorni a Berlino, Copenaghen e Firenze ampliarono ulteriormente il suo vocabolario visivo, esponendolo alla scultura gotica, al bronzo rinascimentale e alle tradizioni figurative dell'antichità. Adottò il cognome Vigeland da ventenne, prendendolo da una fattoria nel Vest-Agder dove la sua famiglia aveva radici.

Nel 1901 il Comitato Nobel norvegese invitò Vigeland a competere per l'incarico di disegnare la medaglia del Premio Nobel per la Pace. Il suo progetto fu accettato e la medaglia d'oro fu pronta in tempo per la prima cerimonia del Premio Nobel per la Pace nel dicembre 1902. La medaglia rimane una delle opere di scultura applicata più riconoscibili al mondo.

Il progetto che avrebbe consumato il resto della sua vita iniziò a prendere forma dopo il 1906, quando la città di Oslo stipulò uno straordinario accordo con l'artista: in cambio di tutta la sua produzione di studio, il comune gli avrebbe fornito una casa e un laboratorio e avrebbe finanziato la costruzione di una mostra permanente all'aperto. Il risultato fu l'installazione Vigeland (Vigelandsanlegget) nel Parco Frogner, una sequenza di terrazze, ponti, fontane e gruppi scultorei realizzati in bronzo e granito. Al suo apice si erge il Monolito (Monolitten), un'unica colonna scolpita da un unico blocco di granito, alta 14 metri e contorta con 121 figure umane intrecciate che si protendono verso l'alto. L'installazione comprende un totale di 212 sculture e attira oltre un milione di visitatori ogni anno, rendendolo uno dei parchi di sculture all'aperto più visitati al mondo.

I temi di Vigeland sono elementari: nascita, amore, invecchiamento, morte e legami tra genitori e figli. Le sue figure sono non idealizzate, spesso crude e persino angosciate, ma sempre monumentali nel portamento. Il "Sinnataggen" ("Ragazzo arrabbiato"), un piccolo bronzo di un bambino furioso che batte il piede, è diventato un simbolo inaspettato dell'identità civica di Oslo. Vigeland morì a Kristiania il 12 marzo 1943, durante l'occupazione nazista, e le sue ceneri furono collocate nella torre del Museo Vigeland adiacente al parco. All'asta, le sue opere compaiono principalmente tramite Grev Wedels Plass Auksjoner a Oslo, dove fusioni in bronzo come "The Spitfire" hanno raggiunto 3,6 milioni di NOK.

Movimenti

SymbolismRealism

Mezzi

BronzeGraniteWood

Opere notevoli

Vigeland Installation (Vigelandsanlegget)1924Bronze, granite
Monolitten (The Monolith)1944Granite
Sinnataggen (The Angry Boy)1928Bronze
Nobel Peace Prize Medal1902Gold
Hagar and Ishmael1889Plaster

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