
ArtistaItaliannato1888–morto1978
Giorgio de Chirico
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Giorgio de Chirico nacque il 10 luglio 1888 a Volos, in Grecia, da genitori italiani: suo padre era un ingegnere ferroviario siciliano, sua madre genovese. Quell'origine fuori dall'Italia, eppure interamente all'interno della cultura italiana, gli conferì un particolare punto di vista: vide il classicismo europeo come potrebbe fare un attento osservatore esterno, come qualcosa di simultaneamente familiare e strano. Dopo la morte del padre nel 1905, la famiglia si trasferì prima a Firenze e poi a Monaco, dove de Chirico si iscrisse all'Accademia di Belle Arti e si immerse nella filosofia di Nietzsche e Schopenhauer. Entrambi avrebbero lasciato un segno duraturo.
La svolta avvenne a Firenze nel 1910. Riprendendosi da un'indisposizione intestinale un pomeriggio d'autunno, de Chirico sedeva in Piazza Santa Croce in uno stato di sensibilità acuta, quasi febbrile. La piazza illuminata dal sole gli apparve come per la prima volta: bella, silenziosa e pervasa da una minaccia che non riusciva a nominare. Il dipinto che seguì, "L'enigma di un pomeriggio d'autunno", diede il via a un decennio di lavoro che avrebbe trasformato l'arte moderna. I suoi quadri metafisici - la serie di piazze deserte, i manichini senza testa, le ombre allungate, gli inaspettati comignoli di treni sugli orizzonti rinascimentali - produssero un effetto di straniamento che nessun pittore precedente era riuscito a ottenere nello stesso modo.
A Parigi dal 1911 e poi a Ferrara durante la Prima Guerra Mondiale, dove incontrò Carlo Carrà in un ospedale militare, de Chirico sviluppò e denominò lo stile pittura metafisica. Le opere di questo periodo, tra cui "Il canto d'amore" (1914, MoMA) e "Le muse inquietanti" (1916-18), furono scoperte nei primi anni '20 da André Breton e divennero fondamentali per il Surrealismo. L'influenza di de Chirico è visibile in Ernst, Dalì, Magritte e in quasi ogni arte che utilizza la dislocazione spaziale per generare disagio psicologico.
Nel 1919 pubblicò un saggio controverso che invocava un ritorno all'artigianato tradizionale, e negli anni successivi si spostò verso il neoclassicismo, la tecnica dei maestri antichi e infine una maniera neo-barocca. Il mondo dell'arte, legato alla sua opera metafisica giovanile, respinse in gran parte questa svolta. De Chirico risentì di questo rifiuto per il resto della sua vita, insistendo sul fatto che la sua pittura successiva fosse più matura. Si trasferì a Roma nel 1944, acquisendo infine la casa vicino a Piazza di Spagna che ora opera come Museo Casa Giorgio de Chirico. Nel suo ultimo decennio rivisitò i temi metafisici nel suo cosiddetto periodo neometafisico, utilizzando tavolozze più luminose. Fu eletto all'Académie des Beaux-Arts francese nel 1974 e morì a Roma il 20 novembre 1978, all'età di 90 anni.
Sul mercato delle aste, de Chirico appare su Auctionist principalmente attraverso case d'asta italiane: Wannenes Art Auctions (13 lotti) e Pandolfini Casa d'Aste (5 lotti) rappresentano la maggior parte dei 21 lotti totali. Le opere comprendono disegni, dipinti, stampe e sculture, riflettendo l'ampiezza della sua pratica attraverso i media. I migliori risultati registrati includono 80.000 EUR per "La grande torre" (olio su cartone, primi anni '70), 12.000 EUR per un "Piazza d'Italia" a matita e acquerello del 1972, e molteplici bozzetti di scenografie teatrali intorno ai 10.000-10.400 EUR.