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Erik Jönsson
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Erik Jönsson nacque l'8 febbraio 1893 a Malmö e trascorse l'intera vita – dalla nascita alla morte il 17 gennaio 1950 – nella proprietà di famiglia di Terningholm, nella città. Cresciuto in Scania in un periodo in cui i pittori della provincia si stavano confrontando attivamente con il modernismo francese, si sentì attratto dallo stesso corrente transatlantica, e la sua formazione artistica divenne una conversazione sostenuta tra il sud svedese e Parigi.
Iniziò gli studi formali nella primavera del 1915 presso la scuola di pittura di Albin Altin a Stoccolma, rimanendovi fino al 1917. Si trasferì poi a Copenaghen, dove lavorò come studente privato di Johan Rodhe, un pittore danese con forti legami con il post-impressionismo francese. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, Jönsson viaggiò a Parigi via Inghilterra nel 1919, e la capitale francese divenne l'asse centrale del suo sviluppo. Intorno al 1920 entrò nello studio di André Lhote, il teorico e insegnante cubista il cui atelier attirava studenti da tutta Europa e dalle Americhe. Tra il 1924 e il 1925 studiò anche con Maurice Denis, il pittore Nabis e pensatore simbolista che enfatizzava le dimensioni spirituali e decorative del colore. Questi due mentori molto diversi lasciarono segni complementari sulla sua pratica: una chiarezza strutturale nella costruzione della forma e una sensibilità al ritmo della superficie e alla luce atmosferica.
Durante le estati in Francia, Jönsson lavorò direttamente dal paesaggio in luoghi tra cui Meudon, Montigny e Chartres. La chiesa del villaggio a Montigny e la grande cattedrale di Chartres divennero motivi ricorrenti, trattati con la solidità schematica che aveva assorbito da Lhote, pur conservando un calore di colore che ricordava Denis. Tornato in Scania, dipinse la campagna agricola aperta e le fattorie del sud svedese con la stessa disciplina strutturale, producendo paesaggi che appaiono ancorati e calmi senza essere pittoreschi. Gli interni delle sale da ballo formarono un terzo filone della sua produzione – composizioni di figure animate in cui l'influenza del colore post-impressionista si avverte più direttamente.
Nel 1925 Jönsson si unì al gruppo 'De tolv' (I Dodici), un'associazione liberamente organizzata di modernisti scanesi che includeva Tora Vega Holmström, Jules Schyl e Par Siegard. Il gruppo non era una scuola formale ma un contesto di supporto reciproco tra pittori che condividevano una simpatia per il modernismo di derivazione francese. Jönsson divenne anche una figura fondatrice dello Skånska Konstnärsklubben, formato nel 1942 insieme ad Anders Trulson e Willy Lindeberg, e ne fu uno dei primi presidenti. Il club fornì una sede istituzionale per la vita artistica scana in un momento in cui Stoccolma dominava altrimenti la conversazione nazionale.
Jönsson lavorò a olio e con la stampa, con incisioni tra le sue opere registrate. Il suo record d'asta include dipinti, acquerelli e stampe, che appaiono costantemente presso case d'asta concentrate nel sud della Svezia. Morì a Malmö nel gennaio 1950 all'età di 56 anni, lasciando un corpus di opere che si colloca all'incrocio tra la formazione modernista francese e un attaccamento profondamente radicato al paesaggio scano.