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Enzo Mari

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Enzo Mari nacque il 27 aprile 1932 a Novara, nella regione Piemonte del nord Italia. Si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1952, dove studiò pittura, scultura e scenografia. Quella formazione gli diede un'intelligenza visiva che non separò mai l'arte dall'uso, e lo posizionò fin dall'inizio come qualcuno che non voleva trattare il design come un mero atto commerciale.

Alla fine degli anni '50 Mari entrò nell'orbita dell'avanguardia milanese, aderendo al movimento Arte Programmata al fianco di Bruno Munari e partecipando a mostre di arte cinetica e ottica. Allo stesso tempo iniziò la sua lunga collaborazione con Danese Milano, producendo una sequenza di oggetti che sono diventati pietre miliari del design italiano del dopoguerra: il vassoio Putrella (1958), una sezione di profilato industriale in acciaio piegato ad entrambe le estremità in un contenitore di assoluta economia; il puzzle in legno '16 Animali' (1957), sedici sagome di animali interconnesse tagliate da un unico rettangolo di rovere; e il calendario perpetuo Timor (1966), un set di schede grafiche in plastica che ruotano su un asse centrale, ispirato ai tabelloni delle partenze ferroviarie.

Il rapporto di Mari con l'industria fu sempre tanto conflittuale quanto collaborativo. Progettò prolificamente per Artemide, Alessi, Zanotta, Driade e Magis, insistendo al contempo che il sistema che produceva quegli oggetti era strutturalmente incapace di servire la gente comune. La critica raggiunse la sua espressione più diretta in 'Autoprogettazione' (1974), un libro di disegni costruttivi per diciannove mobili costruiti con assi grezze e chiodi, che Mari distribuì gratuitamente. Il progetto chiedeva a chiunque avesse strumenti di base di costruire la propria sedia, tavolo o letto, e sosteneva che la conoscenza di come vengono fatte le cose è di per sé un bene politico. Decenni dopo, l'interpretazione del progetto da parte di IKEA nella collezione 'Fröjda' lo riportò sul mercato di massa in un modo che Mari trovò filosoficamente ambiguo.

Per Zanotta progettò la sedia Tonietta (1985), una reinterpretazione del linguaggio del legno curvato di Thonet in alluminio e acciaio, che vinse il Compasso d'Oro nel 1987. Nel corso della sua carriera Mari ricevette il Compasso d'Oro cinque volte, nel 1967, 1979, 1989, 2001 e 2011, un record che riflette sia la sua produttività che la coerenza del suo pensiero. Nel 2002, la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano gli conferì una laurea honoris causa in design industriale.

Le opere di Mari sono conservate nelle collezioni permanenti del MoMA di New York, dell'Art Institute of Chicago, del Museum of Fine Arts Houston, della Triennale di Milano e della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Una grande retrospettiva alla Triennale nel 2020, intitolata 'Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli', fu inaugurata settimane prima della sua morte e raccolse l'intera estensione della sua pratica. Morì il 19 ottobre 2020 a Milano, all'età di 88 anni, per complicazioni legate al COVID-19. Aveva passato quasi settant'anni a insistere sul fatto che il design senza uno scopo sociale è semplicemente decorazione.

Movimenti

Arte ProgrammataItalian RationalismIndustrial DesignRadical Design

Mezzi

Industrial designFurnitureGraphic designCeramicsPrintmakingSculpture

Opere notevoli

16 Animali1957Wood puzzle
Putrella1958Steel
Timor perpetual calendar1966Plastic
Autoprogettazione1974Publication / furniture
Tonietta1985Aluminium and steel

Premi

Compasso d'Oro1967
Compasso d'Oro1979
Compasso d'Oro1989
Compasso d'Oro2001
Compasso d'Oro2011
Honorary Doctorate in Industrial Design, Politecnico di Milano2002

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