
ArtistaItaliannato1924–morto2003
Enrico Baj
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Enrico Baj nacque il 31 ottobre 1924 a Milano in una famiglia agiata e morì il 16 giugno 2003 nella sua casa di Vergiate, vicino a Varese. Dopo essere fuggito a Ginevra nel 1944 per evitare la coscrizione nell'esercito di Mussolini, tornò a Milano alla fine della guerra e intraprese un doppio percorso di studi: legge all'Università di Milano, dove si laureò, e pittura all'Accademia di Brera, dove studiò dal 1945 al 1948.
Nel 1951 Baj co-fondò a Milano il Movimento d'Arte Nucleare insieme a Sergio Dangelo e Gianni Dova. Il manifesto che pubblicarono quell'anno era esplicito nel suo indirizzo politico: le armi nucleari avevano distrutto Hiroshima e Nagasaki, e l'arte che manteneva una posizione neutrale e formalista era, a loro avviso, complice dei poteri che avevano reso possibile tale distruzione. Il movimento attinse alla pittura gestuale e a quello che i critici francesi chiamavano Tachisme, ma il suo contenuto era deliberatamente conflittuale piuttosto che puramente estetico. Il Movimento pubblicò contatti con il gruppo CoBrA nel nord Europa, i cui membri condividevano il rifiuto dei pittori nucleari delle gerarchie culturali consolidate.
Dal 1955 in poi Baj sviluppò la pratica del collage e dell'assemblage che avrebbe definito la sua carriera successiva. Iniziò a incollare tessuti, medaglie militari, galloni, bottoni e altri materiali di recupero su superfici dipinte per creare figure che chiamò i Generali. Queste opere mettevano alla berlina la presentazione cerimoniale dell'autorità militare attraverso una logica di accumulazione: più decorazioni portava una figura, più assurda e vuota era l'istituzione che pretendeva di rappresentare. Baj riconobbe l'Ubu Roi di Alfred Jarry come modello concettuale. La sua pratica lo mise in contatto con Marcel Duchamp, Max Ernst, Lucio Fontana e Yves Klein, artisti i cui approcci al materiale e all'istituzione trovava affini, e mantenne lunghe corrispondenze con diversi di loro.
Nel 1972 Baj completò I Funerali dell'Anarchico Pinelli, un'installazione di dodici metri di tecnica mista realizzata in risposta alla morte dell'operaio ferroviere Giuseppe Pinelli, caduto da una finestra del quartier generale della polizia di Milano nel 1969 mentre era detenuto senza accuse a seguito dell'attentato di Piazza Fontana. L'opera fu censurata e tenuta lontana dalla vista del pubblico per decenni. Entrò finalmente al Museo del Novecento di Milano in esposizione permanente nel 2025, più di cinquant'anni dopo il suo completamento.
Baj lavorò anche come scrittore e critico, pubblicando tra gli altri testi Automitobiografia (1983) e Kiss Me, I'm Italian (1997). La sua opera entrò nelle collezioni della Tate di Londra e della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Ricevette mostre personali in istituzioni in tutta Europa e Nord America negli anni '60, '70 e '80, e le retrospettive continuarono anche dopo la sua morte.
Sul mercato delle aste, le stampe e i multipli di Baj sono i più scambiati, con dipinti e collage di tecnica mista che raggiungono valori più elevati. Su Auctionist, che indicizza i risultati delle case d'asta svedesi, la sua vendita più alta registrata è un olio, collage e tessuto del 1960 intitolato Intimite che ha raggiunto 10.000 euro. La sua opera appare su Bukowskis Stockholm, Crafoord Auktioner, Stockholms Auktionsverk e case minori, riflettendo una costante presenza nel mercato di fascia media nel mercato secondario nordico. Risultati d'asta su Auctionist.