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Artemide
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Artemide è stata fondata nel 1960 a Pregnana Milanese, vicino a Milano, da Ernesto Gismondi e Sergio Mazza. Gismondi era una figura insolita nell'industria italiana: un ingegnere aeronautico con un master in ingegneria missilistica, che ricopriva anche la cattedra associata al Politecnico di Milano. La sua formazione tecnica si rivelò decisiva: Artemide si sarebbe distinta non ammorbidendo l'ingegneria in decorazione, ma utilizzando l'ingegneria come linguaggio di design a sé stante.
Negli anni '60 l'azienda collaborò con architetti e designer che furono centrali nel boom del design italiano, tra cui Vico Magistretti, la cui lampada da tavolo Eclisse del 1965, una sfera dentro una sfera, che permetteva all'utente di regolare la luce ruotando un guscio interno, vinse il Compasso d'Oro nel 1967 e divenne uno degli oggetti distintivi del periodo. Il decennio stabilì il modello che Artemide avrebbe seguito: commissionare designer con forti posizioni concettuali, dare loro libertà su materiali e meccanismi, e sostenere i risultati con una produzione industriale in grado di mantenere la qualità costante su alti volumi.
Il momento decisivo arrivò nel 1972 con la lampada da scrivania Tizio del designer tedesco Richard Sapper. Concepita durante conversazioni tra Sapper e Gismondi sulla vela, entrambi velisti, preoccupati per l'equilibrio e il contrappeso, la lampada utilizzava contrappesi calibrati con precisione per mantenere i suoi bracci in qualsiasi posizione senza molle o blocchi a frizione. Adottò anche una lampadina alogena da 12 volt, una tecnologia allora utilizzata principalmente nei fari automobilistici, e condusse la corrente attraverso i bracci stessi, eliminando i cavi. Tizio vinse il Compasso d'Oro nel 1979 ed entrò nelle collezioni museali di tutto il mondo. Rimane in produzione continua.
Nel 1982 Artemide iniziò a collaborare con Ettore Sottsass, e nel 1986 Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina progettarono la lampada da scrivania Tolomeo, che vinse il Compasso d'Oro nel 1989. Dove Tizio era teatrale e strutturale, Tolomeo era silenziosamente radicale: un sistema di cavi interni in acciaio in tensione sostituiva le giunture convenzionali, conferendo al braccio il suo caratteristico movimento fluido. Entro un anno dal lancio, ne furono vendute 500.000 unità. Tolomeo generò successivamente oltre 40 varianti ed è tra le lampade da scrivania più riprodotte mai realizzate. Entrambi i pezzi sono conservati nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art e del Metropolitan Museum of Art di New York, nonché del Musee des Arts Decoratifs di Montreal e della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
L'azienda ha collaborato con architetti tra cui Herzog e de Meuron, la cui lampada Pipe ha vinto un Compasso d'Oro, e con designer di più generazioni, tra cui Gae Aulenti, la cui lampada da tavolo Patroclo del 1975 presenta un corpo in vetro soffiato parzialmente racchiuso in una rete metallica che proietta motivi d'ombra geometrici, e Enzo Mari e Giancarlo Fassina, il cui sistema modulare Aggregato del 1976 esplorava l'idea di luce configurabile da un set limitato di forme geometriche di base. La collezione IN-EI di Issey Miyake, basata su materiali riciclati piegati secondo la tecnica dell'origami, ha aggiunto un ulteriore Compasso d'Oro al palmarès dell'azienda. Lo stesso Gismondi ricevette un Compasso d'Oro alla carriera nel 1995 e rimase attivo fino alla sua morte nel gennaio 2021 all'età di 89 anni. La filosofia di design dichiarata da Artemide, "The Human Light", inquadra ogni prodotto come una risposta ai bisogni umani piuttosto che come un esercizio formale autonomo.
Sul mercato secondario nordico, Artemide appare regolarmente presso SAV Sickla, Crafoord Stockholm e Formstad, con circa 82 lotti catalogati dall'azienda che spaziano dall'illuminazione (comprese configurazioni da scrivania, a soffitto e da terra) all'arredamento. I prezzi più alti registrati su questa piattaforma includono 14.378 SEK per una lampada da tavolo Patroclo di Gae Aulenti e 4.286 EUR per un Aggregato di Enzo Mari. Pezzi vintage degli anni '60, '70 e '80, in particolare i primi esemplari di Tizio ed Eclisse, comandano i prezzi più alti tra i collezionisti, con quotazioni su 1stDibs per varianti rare che raggiungono migliaia di euro. La domanda in tutta la Scandinavia riflette un mercato di collezionisti europei più ampio che tratta le lampade classiche di Artemide come asset di design "blue-chip".